CineGiroma al TFF: BEAST

TFF 35: Beast (‘107) di Michael Pearce

Canale della Manica, Isola di Jersey, Normandia.

La luce fredda del luogo accompagna la vita di Moll, giovane donna la cui infanzia torbida e irrisolta impone una quotidianità rigida e regolata.

Una famiglia snob e perbenista non le concede divagazioni, il padre è malato e va accudito mentre la madre, cattolica e conformista le impone di cantare nel coro da lei diretto.

Il giorno del suo compleanno, di fronte alla ennesima ipocrita celebrazione della sua gioventù contaminata, Moll scompare, sta fuori tutta la notte, incontra un ragazzo che prova a molestarla ma interviene Pascal a difenderla, un giovane e intrigante cacciatore che vive ai limiti della legalità. Inizia a frequentarlo, nonostante l’ostilità della famiglia e andrà a viverci insieme. Nel frattempo una serie di omicidi di adolescenti invade l’attenzione e il terrore della zona e i primi sospettati sono proprio gli sconosciuti e tutti coloro che hanno un passato tormentato.

Pascal è ovviamente il primo indiziato e Moll, accusata di omicidio durante l’infanzia, decide di offrirgli la sua protezione.

I due si amano e cercano di sopravvivere ma il sospetto insinuato da un poliziotto innamorato di Moll non esita a farsi sentire.

In un gioco di colpe, espiazioni, responsabilità legate ad un passato acerbo, ad un infanzia di disamore e ad un presente di sensi di colpa e di tentativi di accedere ad un riscatto.

Moll sembra condannata insieme a Pascal da un’infanzia che non riesce a diventare definitivamente passato.

Entrambi, nonostante l’amore, devo scontare il FINE PENA MAI del sospetto.

Il giudizio altrui non consente distrazioni, l’amore presente non potrà mai bilanciare le lacune del passato.

Cos’è la cattiveria? Si nasce con l’attitudine a fare del male o è determinata o affinata dal contesto nel quale si cresce? Può essere sedata, rieducata, elaborata, accolta?

La bestia, l’animale, l’es, l’incontrollabile, l’inconscio, l’imprevedibile, il sospetto, la diffidenza, il tormento.

I temi sollecitati dalla storia del film sono invadenti e insidiosi; la violenza con la quale sono accompagnati è emorragica.

C’è un lato oscuro in ciascuno di noi e probabilmente l’impegno a tenerlo nascosto impedisce l’espressione della attitudine ad accogliere quello dell’altro perché il giudizio è sempre in agguato e Moll ne è la sacrificale vittima nonché carnefice espiatrice.

Insidioso, implacabile, imperdonabile.