Roma 22 Maggio 2013
Tra essere ed apparire, “Kvetch” - in yiddish “piagnisteo” - offre lo sguardo ironico di Steven Berkoff sulla società contemporanea
I “doppi” protagonisti di questo spettacolo non sono archetipi irraggiungibili come Amleto o Edipo, che richiedono un vero atto di fede e un salto verso l’impossibile sia da parte degli attori che del pubblico. Donna, Frank, George, Hal e la suocera sono “persone” reali, in cui facilmente ognuno di noi si può identificare e che vivono esperienze che chiunque potrebbe vivere.
A questo aspetto molto ordinario, però, l’autore Steven Berkoff aggiunge una seconda dimensione, quella dei “kvetch”, autentici monologhi interiori pieni di senso e verità, in cui i personaggi esternano i loro veri pensieri.
La c…

























